Di
La Tosa si parla poco in rete, eppure è una delle migliori aziende in tutto il territorio piacentino. Lontani da protagonismi sfornano vini dalla qualità indiscutibile e dal preciso indirizzo stilistico.
Non fanno parte di nessun movimento particolare se non per la promozione della loro zona e credo, addirittura, che facciano ancora viticoltura tradizionale!
Il Vignamorello è il loro cru di Gutturnio (barbera e bonarda con la prima in leggera maggioranza). Mi raccontarono, tempo fa, che le piante destinate a questo vino all'interno della vigna Morello erano segnate con fiocchi colorati.
Accennavo allo stile qualche riga fa. Ecco, i vini di Stefano Pizzamiglio sono sempre stati inconfondibili. Grande estrazione e maturità di frutto, senza
mai scadere in mollezze o surmaturazioni. Il Vignamorello 2007 ad esempio, nonostante targasse 15° in etichetta, riusciva ad interpretare l'annata caldissima con un vino pieno, equilibrato, perfettamente bevibile e golosissimo! Usano i legni piccoli in azienda, ma il passaggio dei vini dura pochi mesi e serve a stabilizzare il vino, non a modificarne il profilo aromatico.
Il 2009 nel bicchiere è scuro e brillante, si muove più svelto di quel che ti aspetti. Al naso tracima frutta nera di rovo, dalla mora alla prugna, meno la ciliegia. Dolce, maturo e succoso. Floreale di viola e qualche fresca striatura verde a impreziosire un insieme opulento e perfettamente calibrato. Il sorso non ha la concentrazione che ricordavo, anzi, ha una struttura che unisce splendidamente bevibilità (acidità della barbera?), succo e concentrazione. Equilibrio e maturità, grande perizia in vigna e in cantina.
Buono davvero.