L'unica pecca di serate come questa che sto per raccontare è una sola: la mattina devo alzarmi per andare al lavoro...
L'occasione è nata con l'apertura dell'
Osteria del Dosso a Villasanta, all'interno del parco di Monza dove Marco Riva lavora e cura la carta dei vini.
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| Marco Riva con formaggi e affettati rigorosamente brianzoli |
Tra i vini che ha selezionato ci sono i Valtellina di una piccola azienda, poco più di due ettari, sita nel comune di
Montagna in Valtellina a pochi passi dal Castello di Grumello.
Marco ha convinto Giorgio Gianatti a scendere dalla valle per raccontarci i suoi vini.
Sempre sorridente e appassionato del suo lavoro. Timido e quasi ingenuo nel proporsi, parla poco e schietto. Ti racconta il suo vino con poche parole, parla di annate -se non è stata buona si fa il possibile ma non i miracoli-, di fermentazione e affinamento
I suoi sono vini di stampo tradizionale dove viene esaltato il nebbiolo di montagna, la chiavennasca.
Un rosso di Valtellina croccante (si dice?), schietto e onesto prodotto solo dal 2011 e il Grumello che fino a poco tempo fa era l'unica etichetta della cantina.
E il Grumello è buono vero. Te ne accorgi andando indietro negli anni, la differenza tra le annate in commercio, 2007 (+++)-2008 (++) e la 2004, tra l'altro non un'annata memorabile, di una profondità e un'eleganza da campione.
Oppure quando, a luci spente e per pochi aficionados, stappi un 1991. E dopo vent'anni di riposo la bottiglia finisce spannomatricamente in mezz'ora. Un vino dalla bontà siderale. Miracoli del nebbiolo.
Adesso scrivo di Gianatti perché i suoi vini erano il tema della serata ma il corollario è stato altrettanto interessante, provare per credere:
Ed ora i ringraziamenti: a Marco per primo che ha organizzato e permesso questa bella serata, A Giorgio Gianatti che ha portato i suoi vini apposta per noi, allo chef Roberto tanto simpatico quanto bravo e infine ai compagni di merenda Mauro, Damiano e Cristian (autore, che ringrazio, della pessima foto).