1 giorno fa
lunedì 12 ottobre 2009
Oggi bevo: Dominariu 2007 - Melis
Circa due settimane fa sono venuti a cena Nando e Teresa, amici di famiglia di vecchia data che è sempre un piacere vedere. Erano di ritorno dalla Sardegna e da li han portato due bottiglie dalla cantina Melis di Terralba. Ieri sera la prima è stata sacrificata sull'altare della tavola: il Dominariu 2007.
Bovale in purezza che sulla carta spaventa con i suoi 15° alcolici, si rivela invece di beva trascinante! Color rubino scuro, compatto e brillante, lacrime fitte e carnose, naso potente di frutta nera matura e dolce, spezie piccanti, intenso e profumato. Il sorso sorprende per equilibrio e piacevolezza: il potente grado alcololico è bilanciato da solida struttura, tannini dolci e levigati e un frutto dolce ma mai molle. E non tocca legno!
mercoledì 7 ottobre 2009
Oggi vedo: Crank 2 High Voltage - Mark Neveldine, Brian Taylor, 2009
Chev Chelios è tornato. E ora, dopo essere sopravvisuto ad una caduta da 1400mt da un elicottero deve riprendersi il suo cuore.Se Crank ridefiniva i confini dell'action movie Crank 2 High Voltage li sposta ancora più in la.
Adrenalinico, ipercinetico, ironico e divertentissimo. Ricco di tutte le soluzioni grafiche possibili ed immaginabili, il film parte a 200 all'ora e non molla fino alla fine, tra richiami alla grafica 8 bit, i manga giapponesi e un montaggio da far girare la testa. A metà strada tra film e video clip, è accompagnato dall'allucinante colonna sonora curata da Mike Patton (!!!).
Da vedere, ma solo dopo il primo (che a confronto sembrerà acqua fresca...).
P.S.: c'è anche Ron Jeremy!!!
Oggi vedo: Bastardi Senza Gloria - Quentin Tarantino, 2009
Ecco, rischio di essere poco obbiettivo quando parlo di Tarantino e dei suoi film, ragion per cui se non vi piacciono i toni entusiastici che userò per Inglorius Basterds fermatevi pure qui...Perché Bastardi Senza Gloria è un gran film, forse non è il suo capolavoro ma è un gran film.
Siamo in piena guerra mondiale e nella Francia occupata una famiglia ebrea scampata finora ai rastrellamenti viene sterminata dalle SS, solo la giovane Shosanna riuscirà a fuggire. Quattro anni dopo la ritroveremo alla guida di un cinema in Parigi lasciatole in eredità dalla zia. Nello stesso periodo "I Bastardi" un manipolo di soldati ebrei americani ebrei capitanati da Aldo Raine, segnato da una profonda cicatrice al collo lasciata da un cappio (tedesco?) fa azioni di guerriglia con l'unico scopo di ammazzare nazisti, e senza usare le buone maniere. A loro e ad un ufficiale inglese verrà assegnata la missione Kino che potrebbe essere decisiva per la fine del conflitto.
Ma anche Shosanna sta meditando vendetta...
Tarantino si diverte come al solito e sfodera una serie di personaggi eccessivi, caricaturali ed affascinanti: il tenente Aldo Raine detto l'Apache per l'abitudine che ha di collezionare scalpi nemici o il bastardissimo colonnello Hans Landa tanto cortese quanto spietato.
Niente mezze misure, i cattivi sono cattivi e vanno ammazzati, nessuna pietà e poco importa se hanno famiglia o sono pentiti. Vendetta dev'essere e vendetta sarà.
Come al solito ma mai nello stesso modo Tarantino gioca coi generi, sempre sul filo dell'ironia con dialoghi mozzafiato, tempi dilatati e momenti di phatos assoluto (stavo strappando i braccioli della poltrona quando è partito il 4 rullo di pellicola!!!), ricco di omaggi ai suoi maestri famosi e meno famosi: da Sergio Leone, a Castellari, a Margheriti. Perchè a loro deve tutto, no, non tutto: il talento che ha nel (ri)maneggiare il cinema che vediamo nei suoi film è tutta roba sua.
Bastardi Senza Gloria è il suo, l'ennesimo atto d'amore verso il cinema e io, che amo il cinema, non posso che applaudire.
lunedì 5 ottobre 2009
Oggi bevo: Vecchia Modena Premium 2007 - Chiarli VS Vigna del Cristo 2007 - Cavicchioli
In giro per la rete si fa un gran parlare di Lambrusco, che in questo periodo di riscoperta del vitigno autoctono, del cambiamento di rotta verso vini più bevibili e meno estrattivi sembra poter offrire prodotti più che validi. I lambrusco che ho portato in tavola ieri sono nientepopodimenoche i rispettivi top di gamma delle due aziende più importanti, numericamente parlando, della denominazione: Cavicchiloli e Chiarli. Vini dal prezzo umano, per la tavola e senza manie di grandezza, che porti a casa con meno di 10 euri: io li ho presi in offerta a 6 euri l'uno.
Li ho presi perché ho sempre pensato che il lambrusco fosse un vino un po' sfigato e lo snobbavo, poi ho assaggiato l'Otello di Ceci e mi son dovuto ricredere. Ma il vero amante del lambrusco, mi dicono, non beve quei vini scuri li: quello buono deve esser chiaro e secco!
Ora, correnti di pensiero a parte io, che son di bocca buona e non mi ano i preconcetti mi son procurato 2 bottiglie: il vigna del Cristo 2007 di Cavicchioli e il Vecchia Modena Premium 2007 di Cleto Chiarli, tutti e due Sorbara in purezza. Vini fantastici!
Tutti e due color buccia di cipolla, brillantissimi con spuma madreperla che sfugge in fretta lasciando posto a bollicine sottili e stuzzicanti. Profumi sottili ed eleganti, non urlati, di frutta rossa (lampone e fragoline), di minerali. Il sorso attacca secco e acido pulendo la bocca in maniera perentoria. Vini essenziali, nervosi, il lambrusco nella sua accezione più pura: nessuna concessione a dolcezze zuccherine, fanno di necessità virtu rendendo grandi i tratti tipici del lambrusco chiaro. Più sul frutto il Vigna del Cristo che chiude leggermente amaro, più secco e minerale il Vecchia Modena Premium al quale va la mia personale preferenza (ma è veramente una bella lotta!).
Due bicchieri vivamente consigliati.
Ora, correnti di pensiero a parte io, che son di bocca buona e non mi ano i preconcetti mi son procurato 2 bottiglie: il vigna del Cristo 2007 di Cavicchioli e il Vecchia Modena Premium 2007 di Cleto Chiarli, tutti e due Sorbara in purezza. Vini fantastici!
Due bicchieri vivamente consigliati.
domenica 4 ottobre 2009
Oggi bevo: Pignoletto 2005 - Alberto Tedeschi, Pecharmant Chateau Neyrac 2004, Poggio della Buttinera 2003 - Travaglino
Bevuti venerdì sera a cena con amici.
Il pignoletto di Alberto Tedeschi è un'interpretazione quantomeno singolare, almeno per il vitigno che nei colli bolognesi, da dove viene questo vino, da solitamente frizzantini da bere in annata senza grandi pretese. Lui, Alberto, fa partire la fermentazione in tini aperti senza controllo delle temperature, poi trasferisce tutto in botti di rovere da 500 lt e li lo lascia per circa 15 mesi.
Il colore è arancio, opalescente, sembrerebbe vinificato in rosso. Le particelle in sospensione denunciano il non filtraggio. Anche i profumi sono molto singolari: mediamente intensi, spaziano dalla marmellata di agrumi e spezie dolci alla resina. In bocca entra secco, piuttosto fresco e sapido, di corpo medio con una buona persistenza. Non male, anche i commensali hanno apprezzato nonostante la singolarità del prodotto.
La seconda bottiglia arriva da casa di Nando e, prima ancora dalla Francia. Si tratta dello Chateau Neyrac Pecharmant, vino del quale non so assolutamente nulla. Ma google mi dice QUI qualcosa in più.
Gli appunti invece parlano di un buon vino, rosso rubino con profumi di amarena, effluvi vegetali, poi terra e ancora l'amarena sotto spirito e la vaniglia. Un sorso succoso, equilibrato e corrispondente al naso, tannini setosi e levigati, medio corpo e soli 12.5°. Media la persistenza. Un bordolese che su internet viene via a meno di 10 euri a bottiglia.
Il terzo vino della serata è stato anche il più apprezzato: il pinot nero riserva 2003 Poggio della Buttinera di Travaglino.
Dall'omonimo vigneto questa riserva che si presenta nel bicchiere con un color rubino tendente al granato brillante, con un naso che apre su piccoli frutti rossi (fragolina di bosco e ribes) per poi virare su toni più scuri e affascinanti: cacao amaro, note balsamiche e animali che continuano ad uscire dal bicchiere. Attacco morbido e tannnico, elegante e scorrevole. Sorso pieno e succoso, ancora il ribes sulla lingua. Anche la persistenza è piuttosto lunga. Molto buono. Questo lo portate a casa dalla cantina a circa 15 euri se non erro. Ben spesi.
Il pignoletto di Alberto Tedeschi è un'interpretazione quantomeno singolare, almeno per il vitigno che nei colli bolognesi, da dove viene questo vino, da solitamente frizzantini da bere in annata senza grandi pretese. Lui, Alberto, fa partire la fermentazione in tini aperti senza controllo delle temperature, poi trasferisce tutto in botti di rovere da 500 lt e li lo lascia per circa 15 mesi.
La seconda bottiglia arriva da casa di Nando e, prima ancora dalla Francia. Si tratta dello Chateau Neyrac Pecharmant, vino del quale non so assolutamente nulla. Ma google mi dice QUI qualcosa in più.
Il terzo vino della serata è stato anche il più apprezzato: il pinot nero riserva 2003 Poggio della Buttinera di Travaglino.
giovedì 1 ottobre 2009
Oggi scrivo: Autunno Pavese 2009
Per chi nel fine settimana non ha nulla in programma segnalo la 57° edizione dell'Autunno Pavese: mostra-mercato delle tipicità agroalimentari.
Per le informazioni sui programmi e le iniziative (che sulla carta sembrano carine!) vi rimando al sito cliccando QUI, sempre sul sito c'è la possibilità di registrarsi e scaricare il biglietto scontato che vi permetterà di entrare alla manifestazione al prezzo super-popolare di 2€ al posto delle 4 richieste senza.
Io conto di fare un salto, non so ancora bene quando ma ci vado.
Magari ci si vede li!
Per le informazioni sui programmi e le iniziative (che sulla carta sembrano carine!) vi rimando al sito cliccando QUI, sempre sul sito c'è la possibilità di registrarsi e scaricare il biglietto scontato che vi permetterà di entrare alla manifestazione al prezzo super-popolare di 2€ al posto delle 4 richieste senza.
Io conto di fare un salto, non so ancora bene quando ma ci vado.
Magari ci si vede li!
Oggi vedo: Baarìa - Giuseppe Tornatore, 2009
L'ultimo film di Mr Tornatore è il suo personale omaggio alla Sicilia, alla Storia e alla Memoria.Il film narra la storia di Peppino e della sua famiglia che partendo dagli anni '40 arriverà ai giorni nostri attraversando sessant'anni di storia, di cronaca, di lotte contadine, di amori e disgrazie, di fame, di mafia, di tradizioni, di sfide e del tempo che passa portandosi dietro tutto.
C'è tanta roba nel film di Tornatore, forse troppa, in un continuo susseguirsi di vicende con ritmo veloce e incalzante.
E Tornatore, che non è uno sprovveduto, tocca le corde giuste: emoziona, diverte (e si diverte), fa riflettere.
Forse non dice nulla di nuovo e forse lo fa calcando un po' la mano (le musiche di Morricone non mollano un attimo) ma a noi che siamo dei sentimentali è piaciuto.
Magari non sarà il suo film migliore ma vale sicuramente le due ore e mezzo davanti allo schermo e il prezzo del biglietto.
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